Uomini in balia dello stesso mare

Uomini in balia dello stesso mare

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Ti ritrovi sull’isola di Lampedusa convinta che puoi finalmente cambiare qualcosa, le parole e la letteratura sono il modo con cui ci si può avvicinare e avere la sensazione che si può entrare in contatto con lo spirito di un altro essere umano. La testardaggine che quei fogli pieni di parole e di racconti che tante teste e cuori hanno voluto donare, sono la testimonianza che le parole non sono semplici simboli ma sono uno strumento per costruire una “realtà sociale”. Si dice che un’opera d’arte deve contagiare e non rasserenare, l’antologia Nero Mediterraneo vuole lasciare un contagio in quest’isola che non riuscirà ad essere debellato peggio di qualsiasi epidemia e che si propaghi velocemente in tutta la penisola per andare oltre, usando un ponte naturale che altro non è che il nostro “Mare Nostrum”, quel mare che sembra per alcuni essere cristallino e caldo, da godere magari con la nuova fiamma o con la propria famiglia, per altri invece è solo l’approdo di un’alba meno brutta. Per tutti loro che hanno pensato finora di aver visto l’alba dalla parte sbagliata, per tutti coloro che si svegliano pensando di essere padroni del mondo, confondendo l’arroganza per la sicurezza di essere nel giusto, per tutti coloro che superficialmente si definiscono geniali e che hanno la soluzione a portata di mano, basta non accettare il diverso, basta ergere muri, basta costruire sulle coste e fortificarsi, senza capire che la forza viene da chi è diverso e che l’unico modo per capire è comunicare. Siamo tutti migranti e migrare è la salvezza di tutti gli esseri, siamo tutti stranieri, a volte facciamo fatica a riconoscere noi stessi e scoprendo una parte che è in noi, che non è buona ma non ci rende meno uomini, non ci rende colpevoli, solo perché meno familiari. Siamo diversi tutti, abbiamo la parte destra diversa da quella sinistra, abbiamo un piede leggermente più piccolo dell’altro, abbiamo un occhio diverso dall’altro eppure tutto si muove e vive in perfetta sintonia. Nero mediterraneo crea un ponte, crea quella comunicazione che promette di non fare paura, che il contagio che promette è solo quello di fratellanza, una missione letteraria che non sta in tre lettere che incutono anche timore come “Ong” ma in un viaggio che non fa stranieri e neanche migranti, ma fa uomini che solcano lo stesso mare.