Su Borgo Montello aleggia la riapertura della discarica. L’immobilismo di Coletta

Su Borgo Montello aleggia la riapertura della discarica. L’immobilismo di Coletta

CONDIVIDI

Se non fossimo in una città di Palude che fa dell’immobilismo (o della rivoluzione gattopardesca) la sua griffe, la vicenda legata all’offerta di acquisizione della discarica gestita da Ecoambiente da parte della Paguro riconducibile all’imprenditore Fabio Altissimi, titolare della Rida Aprilia, somiglierebbe tanto a un’architettura narrativa appena uscita dalla penna di un romanziere di thriller. E già, perché mentre l’opposizione insorge contro la maggioranza del sindaco di Latina rispetto alle mosse del ‘visionario’ Altissimi, ecco che il referente Antonio Deodati che potrebbe far valere il diritto di prelazione per acquisire Ecoambiente, cioè EcoLatina, è stato arrestato a Catania a seguito di un’inchiesta della Dda scattata per l’affidamento di un appalto per la raccolta dei rifiuti dell’importo di 350 milioni di euro.
Passo indietro. Ma solo di qualche giorno. Giovedì 15 all’asta degli invasi della discarica di Borgo Montello gestiti da Ecoambiente c’è solo l’offerta da parte di Altissimi, convinto probabilmente nel suo piano di perfezionare la realizzazione del Tmb proprio lì e così godere della eventuale riapertura degli invasi, atti ad accogliere la monnezza di Latina e, soprattutto, di Roma. Aspetto questo che è sfuggito alla miopia del Comune di Latina, che per motivare la sua assenza all’asta (dopo che l’assessore Giulio Capirci aveva annunciato che il Comune vi avrebbe partecipato) e anche il suo silenzio s’è affidato a una lunga nota stampa, dapprima sottolineando la sua non responsabilità sul fallimento della LatinaAmbiente, la società che deteneva appunto Ecoambiente, cioè la metà della gestione della discarica, e poi alludendo all’inutilità dello sforzo economico da parte dell’imprenditore apriliano.
“Il fallimento della Latina Ambiente è stato chiesto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina in data 23 marzo 2016, cioè tre mesi prima che si insediasse l’attuale Amministrazione comunale. In data 11 maggio 2016 è stata presentata domanda di ammissione al concordato preventivo ai sensi dell’articolo 161, comma 6, della Legge Fallimentare, in quanto la società era già stata posta in liquidazione e posta sotto il controllo dei liquidatori nominati dal Tribunale di Latina. E’ pertanto infondata l’affermazione in base alla quale l’attuale Amministrazione comunale avrebbe ‘trascinato a tutti i costi’ nel fallimento la Latina Ambiente. Al contrario, sia la Relazione del Collegio dei Revisori che quella della società di revisione esterna interpellata dal Commissario Barbato, contenevano forti critiche e giudizi pesantemente negativi al bilancio societario 2014 (mai approvato, così come per quello del 2015). In base alla legge la non approvazione dei bilanci societari è già di per sé fatto obbligatorio per portare i libri in Tribunale; nelle procedure fallimentari, seppure banale è bene ripeterlo, gli introiti ottenuti dalle vendite dei beni della società fallita sono di esclusivo appannaggio della curatela fallimentare”.
Ancora: il Comune fa spallucce rispetto alla fiche lanciata da Altissimi, in attesa che il socio che detiene il 49% faccia il 23 marzo la sua mossa, perchè restano per l’ente di piazza del Popolo “le ragioni per le quali l’imprenditore Fabio Altissimi abbia deciso di spendere 2,5 milioni di euro per acquistare le quote di maggioranza di una società che, allo stato attuale, è priva di futuro, se non per le attività di post-gestione. La richiesta di ampliamento dell’ultimo invaso gestito dalla Ecoambiente infatti (i cui volumi si sono esauriti nell’estate del 2016) è ferma in Regione da circa tre anni e risulta ancora ‘sospesa in attesa di pronuncia della Valutazione d’Impatto Ambientale (Via)’. Ma tale Via non potrà che essere negativa perché la bonifica che Ecoambiente si era impegnata a realizzare sul sito, anche per conto della Indeco Srl, in cambio di tutte le autorizzazioni ottenute nel tempo, non è stata mai completata. Pertanto, essendo per legge il Comune il responsabile ultimo degli interventi di bonifica, l’Amministrazione comunale, di concerto con la Provincia e l’Ufficio Bonifiche della Regione, scaduto il termine per l’esercizio del diritto di prelazione, intimerà alla nuova proprietà l’ultimazione immediata delle opere di bonifica concordate, stabilite e approvate da tutti gli enti interessati nell’ormai lontano 2009. In assenza di tali interventi il Comune potrà agire di propria iniziativa (alcuni fondi regionali sono ancora disponibili) rivalendosi in danno della società. C’è inoltre da osservare che la nuova maggioranza del capitale sociale di Ecoambiente, al di là dei difficili rapporti con il gruppo detentore del capitale di minoranza, è la stessa che a fine dicembre dello scorso anno ha fatto annullare dal Tar del Lazio l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) concessa nel 2015 dalla Regione Lazio alla medesima Ecoambiente per la realizzazione di un impianto integrato di Tmb, produzione di compost di qualità e annessa ‘discarica di servizio’: senza Aia nulla di tutto questo è oggi fattibile. Difficile immaginare che la nuova proprietà di Ecoambiente possa ricorrere al Consiglio di Stato contro una sentenza da essa stessa voluta. E senza Tmb non possono essere autorizzati nuovi invasi in quella discarica. Tanto più sta per essere approvato dall’UE il ‘pacchetto per l’Economia Circolare’ che prevede una ulteriore, drastica e definitiva penalizzazione economica per gli smaltimenti in discarica e nei termoinceneritori: il sistema oggi prevalente nel Lazio”. Chiaro, ma andrebbe spiegato al Comune di Latina che il nuovo proprietario di Ecoambiente può far ricadere al Tar il suo ricorso presentato in precedenza. Ed il gioco è fatto, tant’è che lo stesso Gianluca Di Cocco, segretario del partito Idea, si chiede “la Paguro avrà intenzione di piantarci fiorellini e piante nella discarica, oppure sfruttando il decreto regionale 199/2016 che autorizza le riaperture dei siti esistenti in caso di emergenza, Latina ospiterà, l’immondizia anche di Roma, visti i suoi innumerevoli problemi?
L’indirizzo, sempre se tutto sarà confermato, scaturito dai periti dello studio associato Alaia che ha impacchettato l’offerta, prevedrà la valorizzazione degli invasi esistenti e il suo potenziale quindi, se non ho capito male, parliamo di un aumento della portata dei conferimento e futura probabile concessione di un ulteriore milione di metri cubi di un nuovo invaso. A questo aggiungiamo l’autorizzazione già in essere che consente alla Ecoambiente di realizzare un polo impiantistico composito di un impianto di trattamento biologico e un impianto per la valorizzazione della frazione organica raccolta in modo differenziato per la produzione di compost. Quindi, sempre se tutto confermatoci, ciò che ci è stato presentato, è inutile nasconderci, si chiama legittimamente “business” dei rifiuti”. Ancora, ieri l’opposizione si era scagliata contro l’assessore Lessio, con un documento a firma di Giovanna Miele, Giorgio Ialongo, Alessandro Calvi (i tre di FI) e Massimiliano Carnevale, ex Pd oggi indipendente: “Chiediamo con forza le dimissioni dell’assessore Roberto Lessio. La vicenda Ecoambiente certifica il fallimento di questa amministrazione targata Lbc, che nonostante le tante belle parole sull’economia circolare dei rifiuti e così via, ha lasciato che un privato mettesse le mani sulla discarica di Borgo Montello, perdendo di fatto qualsiasi voce in capitolo. La storia è nota. Questa amministrazione non fa nulla, lo ripetiamo, nulla, per salvare Latina Ambiente, troppo presa a creare un altro modello di raccolta rifiuti, prima la gestione in house (che si poteva fare comprando le quote di Latina Ambiente dal privato, opzione mai considerata), poi l’azienda speciale che per Coletta è un fiore all’occhiello, per noi un disastro annunciato. Latina Ambiente fallisce, e Coletta e Lessio si preoccupano di mettere nelle condizioni l’azienda speciale di comprare i mezzi di Latina Ambiente per permetterle di essere operativa. Abbiamo assistito a brindisi e festeggiamenti la notte del 1 gennaio 2018, per l’avvio di Abc. E nel frattempo Coletta e Lessio hanno dimenticato che Latina Ambiente era proprietaria del 51% di Ecoambiente, che a sua volta gestisce parte della discarica di Borgo Montello. Non abbiamo notizia di un minimo sforzo da parte del Comune per riprendersi la discarica, Lessio e Coletta sono rimasti a guardare, fino all’epilogo di ieri: Paguro si è aggiudicata in via provvisoria le quote di Ecoambiente, comprandole all’asta. In pratica è accaduto l’esatto contrario di quello che dovrebbe fare un’amministrazione normale: il Comune di Latina ha scelto di controllare la raccolta dei rifiuti tramite l’azienda speciale, rinunciando a qualsiasi tipo di controllo sulla loro destinazione, la discarica, per l’appunto. Adesso tutto il sito di Borgo Montello, tutto, è in mano ai privati. Ora Paguro, che fa capo a Rida Ambiente e che si è vista negare la possibilità di realizzare una discarica ad Aprilia, cosa intende farci con la discarica a Borgo Montello? Bonificare e piantare fiori? Crediamo proprio di no. Crediamo invece che Paguro abbia tutto l’interesse ad avere la discarica pienamente operativa e ad ottenerne la riapertura. Ma la colpa non la diamo di certo a un imprenditore che fa il suo mestiere, la diamo al sindaco Coletta e all’assessore Lessio che hanno lasciato che tutto questo accadesse . Sindaco e assessore che dicono a gran voce che la discarica non riaprirà, ma non hanno nessuna garanzia da parte della Regione Lazio, perché, lo ricordiamo, è la Regione che stabilisce quali impianti debbano funzionare e quali no e la Regione targata Zingaretti, grande amico di Coletta, con la delibera 199/2016 ha già stabilito che in caso di emergenza si riapriranno i siti esistenti. Lessio e Coletta dovrebbero vergognarsi soprattutto nei confronti dei cittadini di Borgo Montello ai quali solo poche settimane fa hanno promesso un ristoro per i disagi patiti per i tanti anni in cui hanno convissuto con la discarica. Lessio e Coletta abbiano il coraggio di dire che hanno fallito. Hanno perso totalmente il controllo della discarica lasciando fallire Latina Ambiente e quel che è più grave è che lo hanno fatto consapevolmente. Siamo sicuri che se avessero impiegato gli stessi sforzi fatti per creare ABC, oggi parleremo di altro. E invece no, hanno lasciato che tutto succedesse, è stata una chiara decisione politica di cui devono assumersi le responsabilità e ne devono pagare le conseguenze. Lessio si dimetta e anche il sindaco Coletta farebbe bene a chiedere scusa alla cittadinanza intera e in particolare ai cittadini di Borgo Montello che ha preso in giro”.
Ah, concludiamo con la parte finale della nota stampa inviata dal Comune: “Alle luce di tutto ciò quindi, dare per scontato l’immediato riavvio delle attività di smaltimento a Borgo Montello, è un puro esercizio teorico, una forzatura volutamente allarmistica cara a certa politica, che non ha alcun aggancio con la realtà dei fatti”. Certo, siamo soltanto agli inizi di questa nuova storia, però verrebbe spontaneo da chiedere chi è che non ha contatti con la realtà.