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Storia del mugnaio Menocchio

La straordinaria storia di Domenico Scandella detto Menocchio, mugnaio che alla fine del Cinquecento affrontò il tribunale della Santa Inquisizione difendendo le proprie teorie eretiche sulla natura di Dio e sulla Chiesa di Roma.
Le fiamme avviluppano i titoli di testa. E contraddistinguono da subito vita e morte di Domenico Scandella detto Menocchio. Le fiamme dell’inferno e del rogo purificatore, delle torce che servono a rischiarare i bui anfratti della cella in cui Menocchio viene rinchiuso.
Il fuoco, la terra e gli elementi della natura assurgono da subito a protagonisti nel film di Alberto Fasulo, assecondando il punto di vista di un mugnaio che lì trova Dio. Il motore invisibile di ogni cosa sembra essersi “nascosto” per la vergogna di aver creato l’uomo, ma gli uomini che lo rappresentano sono al contrario presenti e assai visibili. Dio è negli alberi, nel vento, nei miracoli quotidiani che nessuno sottolinea ma che sono tangibili, laddove i dogmi della Chiesa paiono puro artificio. Menocchio non accetta che Maria sia vergine o che il Paradiso sia quello che gli hanno raccontato. In particolare non crede a chi di questa fede approfitta, per una mera questione di potere. “Il Dio delle ricchezze è qui… Ma il Dio dei poveri, dov’è?”.
Regia di Alberto Fasulo, con Marcello Martini, Nilla Patrizio, Emanuele Bertossi, Mirko Artuso, Roberta Potrich. Genere Drammatico – Italia, Romania, 2018, durata 103 minuti.