Pasionarie o radical chic

Pasionarie o radical chic

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Amo le “pasionarie”, quelle vere. Amo quelle donne che guardano la sostanza, impegnandosi per un ideale con tutte le forze. Quelle donne che credono nelle origini e che se le riprendono camminando a piedi scalzi, per ristabilire il contatto con la madre terra, un contatto primordiale che ci appartiene. Donne che la rivoluzione l’hanno compiuta e donne che ancora oggi cercano di compierla. Per loro va tutto il mio rispetto, le guardo con gli occhi di chi vuole trovare la stessa scintilla che loro si portano dentro, ma per le altre lancio un monito. Lasciate perdere. Spiegatemi come si può essere “pasionarie” sdraiate di lato come sirenette su un comodo divano, grandi parole che escono però da qualcuna che è comodamente al caldo, dentro una lussuosa villa. Puntano il dito e giudicano addirittura. Donne che parlano di integrazione, di migranti, di cultura che però non possono rinunciare ad un piatto di ostriche. I paradossi della vita. Le radical chic non le ho mai digerite, si atteggiano a portatrici di cambiamenti sociali, sembra disprezzino uno stile di vita borghese e poi sono esattamente come non vorrebbero essere. Si abbigliano in modo da distinguersi, fintamente trascurato, odiando l’ostentazione, poi però sfoggiano borse da svariati euro. Queste donne non si occupano di denaro, loro non lo maneggiano direttamente, hanno alti ideali. Le loro menti volano oltre e non si vendono al dio denaro, però l’estate fanno vacanze esclusive o passano i weekend immersi nelle loro ville tra le dune. Loro fanno cultura, loro sono superiori, loro sono artiste controcorrente. Essere “pasionaria” è altra cosa, le vere pasionarie hanno deciso e decidono cosa essere in maniera netta, retta e radicale, a voi non riesce. Affrontatevi e non nascondetevi in finti alti ideali, frequentando posti che di idealità elevata hanno ben poco. Provate le passioni, quelle vere, scoprirete che c’è altro e che le vere rivoluzioni si fanno in altro modo. Non vedo fiori della passione, piuttosto aiuole ben curate. Grazie però care mie radical chic per queste lezioni di grande cultura e elevazione ma come diceva una vera pasionaria:” è preferibile morire in piedi che vivere in ginocchio.” Buona vita.