Home Cult Mauro Nasi: “I libri valorizzano una terra meravigliosa”

Mauro Nasi: “I libri valorizzano una terra meravigliosa”

Mauro Nasi, giornalista e scrittore, ma anche comunicatore, dopo aver esordito nella narrativa diverso tempo fa, oggi è direttore editoriale della casa editrice Sintagma, una nuova realtà editoriale che si è affacciata sul territorio pontino con grande energia e originalità.

Da giornalista e scrittore fino ad arrivare come direttore editoriale, nella fattispecie Sintagma. Significa che Mauro Nasi non scriverà più ma curerà soltanto testi di altri?
Sono un giornalista quindi scrivo per “campare” ma ho intrapreso molto presto il settore dell’ufficio stampa e comunicazione. Qui, un po’ per necessità, un po’ per curiosità e per voglia di mettersi alla prova, devi sapertela cavare da solo su tutta la filiera: dalla scrittura alla grafica, al web, alla conoscenza dei vari media, alla strategia più appropriata per il “prodotto” da comunicare e del pubblico da raggiungere. Insomma la direzione editoriale di Sintagma, che comunque giunge dopo quasi 3 anni di amichevole collaborazione alla nascita e crescita di Atlantide Editore, è soltanto un altro aspetto della mia professione e passione.
Se scriverò ancora? Dipende dalla storia giusta e soprattutto dal tempo a disposizione per la ricerca e stesura. L’intenzione sicuramente c’è, ma in questa fase prevale la voglia di promuovere il territorio e i suoi talenti.

Mauro Nasi, direttore della casa editrice Sintagma, che punta a valorizzare il territorio pontino.

Dalle lettere a Babbo Natale, ai butteri, alla deportazione nazista dei carabinieri, come scrittore, fino ad arrivare al mito della bonifica sotto forma di fiaba illustrata, come direttore editoriale. Come mai questa evoluzione?
Sembra un percorso contraddittorio e tortuoso, eppure non è affatto così. Ci sono infatti delle trame che uniscono tutto: il desiderio di raccontare le storie del territorio e, attraverso queste, il territorio stesso. Aggiungo inoltre la voglia di sperimentare linguaggi e forme di racconto diversi: sui butteri, ad esempio, ho realizzato un saggio storico, un graphic novel, un racconto breve, una lettura animata con disegno istantaneo. E non credo di aver finito.

I libri che hai prodotto sia come scrittore che come direttore di Sintagma hanno una forte impronta territoriale. Quanto sei legato alla ricchezza della provincia pontina?
Molto. Credo ci sia tanto da apprezzare, valorizzare, scoprire e far conoscere. Con i miei libri, scritti o pubblicati, cerco di dare un contributo a tutto questo e soprattutto a far cogliere e far comprendere l’importanza del nostro territorio all’interno della Storia non solo nazionale; cerco di farlo guardare con occhi diversi e meravigliarcene, convinto che magari così potremmo esserne orgogliosi e tutelarlo meglio.

Nell’ultimo libro edito hai scelto un linguaggio diretto e con illustrazioni raccontando una fiaba. Perché? E’ adatta anche ai grandi?
Come hai ricordato, i protagonisti dei miei primi due libri sono stati i bambini che affidavano alla magia di Babbo Natale i loro segreti, le loro speranze. Sono affascinato dalla creatività che rivela la semplicità ed essenzialità delle loro osservazioni, mi emozionano e possono insegnare molto ai grandi. Quindi l’incontro con “Fata Bonifica” è stato quanto mai propizio per una produzione editoriale che avevo già in mente di realizzare e che certamente proseguirà. La fiaba è una forma di racconto formidabile: diverte, emoziona, insegna, educa, e può stabilire un legame tra l’adulto che legge e il bambino che ascolta, a scuola come in famiglia. Il messaggio di tutela del territorio è valido anche e soprattutto per i grandi e poi è adatta proprio a tutti, anche agli affetti da dislessia, in quanto utilizza – credo la prima volta in provincia e tra le prime in Italia – un carattere ad alta leggibilità.

Le fiere e gli appuntamenti di settore possono far crescere il movimento editoriale pontino o riscontriamo ancora un certo provincialismo e una visione romanocentrica?
Sintagma è un’associazione che edita libri, ma organizza anche manifestazioni per la promozione della cultura e del dibattito. Nata nel dicembre scorso, ha organizzato un incontro nel Palazzo della Cultura di Latina, ad agosto la rassegna “Caratteri Latini” a Bassiano e Norma, a settembre “Libri in Fiera”, all’interno della Fiera di Sermoneta con presentazioni ed esposizione dei titoli pubblicati da sei editori locali. Questo a conferma di quanto creda nell’evento che promuove il settore editoriale. I risultati? Forse è presto per tracciare un bilancio, soprattutto positivo. Occorrerà del tempo per consolidare questi appuntamenti ma certamente la visione romanocentrica sulle case editrici e loro autori prevale.

Da giornalista e scrittore fino ad arrivare come direttore editoriale, nella fattispecie Sintagma. Significa che Mauro Nasi non scriverà più ma curerà soltanto testi di altri?
Sono un giornalista quindi scrivo per “campare” ma ho intrapreso molto presto il settore dell’ufficio stampa e comunicazione. Qui, un po’ per necessità, un po’ per curiosità e per voglia di mettersi alla prova, devi sapertela cavare da solo su tutta la filiera: dalla scrittura alla grafica, al web, alla conoscenza dei vari media, alla strategia più appropriata per il “prodotto” da comunicare e del pubblico da raggiungere. Insomma la direzione editoriale di Sintagma, che comunque giunge dopo quasi 3 anni di amichevole collaborazione alla nascita e crescita di Atlantide Editore, è soltanto un altro aspetto della mia professione e passione.
Se scriverò ancora? Dipende dalla storia giusta e soprattutto dal tempo a disposizione per la ricerca e stesura. L’intenzione sicuramente c’è, ma in questa fase prevale la voglia di promuovere il territorio e i suoi talenti.

I butteri e la straordinaria storia di Augusto Imperiali sono spesso al centro dela produzione naarrtiva di Nasi.

Dalle lettere a Babbo Natale, ai butteri, alla deportazione nazista dei carabinieri, come scrittore, fino ad arrivare al mito della bonifica sotto forma di fiaba illustrata, come direttore editoriale. Come mai questa evoluzione?
Sembra un percorso contraddittorio e tortuoso, eppure non è affatto così. Ci sono infatti delle trame che uniscono tutto: il desiderio di raccontare le storie del territorio e, attraverso queste, il territorio stesso. Aggiungo inoltre la voglia di sperimentare linguaggi e forme di racconto diversi: sui butteri, ad esempio, ho realizzato un saggio storico, un graphic novel, un racconto breve, una lettura animata con disegno istantaneo. E non credo di aver finito.

Caro babbo Natale pensaci tu, dicembre 2004, un libro toccante.


I libri che hai prodotto sia come scrittore che come direttore di Sintagma hanno una forte impronta territoriale. Quanto sei legato alla ricchezza della provincia pontina?

Molto. Credo ci sia tanto da apprezzare, valorizzare, scoprire e far conoscere. Con i miei libri, scritti o pubblicati, cerco di dare un contributo a tutto questo e soprattutto a far cogliere e far comprendere l’importanza del nostro territorio all’interno della Storia non solo nazionale; cerco di farlo guardare con occhi diversi e meravigliarcene, convinto che magari così potremmo esserne orgogliosi e tutelarlo meglio.

Nell’ultimo libro edito hai scelto un linguaggio diretto e con illustrazioni raccontando una fiaba. Perché? E’ adatta anche ai grandi?
Come hai ricordato, i protagonisti dei miei primi due libri sono stati i bambini che affidavano alla magia di Babbo Natale i loro segreti, le loro speranze. Sono affascinato dalla creatività che rivela la semplicità ed essenzialità delle loro osservazioni, mi emozionano e possono insegnare molto ai grandi. Quindi l’incontro con “Fata Bonifica” è stato quanto mai propizio per una produzione editoriale che avevo già in mente di realizzare e che certamente proseguirà. La fiaba è una forma di racconto formidabile: diverte, emoziona, insegna, educa, e può stabilire un legame tra l’adulto che legge e il bambino che ascolta, a scuola come in famiglia. Il messaggio di tutela del territorio è valido anche e soprattutto per i grandi e poi è adatta proprio a tutti, anche agli affetti da dislessia, in quanto utilizza – credo la prima volta in provincia e tra le prime in Italia – un carattere ad alta leggibilità.

Le fiere e gli appuntamenti di settore possono far crescere il movimento editoriale pontino o riscontriamo ancora un certo provincialismo e una visione romanocentrica?
Sintagma è un’associazione che edita libri, ma organizza anche manifestazioni per la promozione della cultura e del dibattito. Nata nel dicembre scorso, ha organizzato un incontro nel Palazzo della Cultura di Latina, ad agosto la rassegna “Caratteri Latini” a Bassiano e Norma, a settembre “Libri in Fiera”, all’interno della Fiera di Sermoneta con presentazioni ed esposizione dei titoli pubblicati da sei editori locali. Questo a conferma di quanto creda nell’evento che promuove il settore editoriale. I risultati? Forse è presto per tracciare un bilancio, soprattutto positivo. Occorrerà del tempo per consolidare questi appuntamenti ma certamente la visione romanocentrica sulle case editrici e loro autori prevale.

Abbiamo un premio Strega e altri autori bravi, eppure i lettori pontini guardano ancora con sufficienza ai prodotti editoriali di scrittori della zona. Perché? È un fattore culturale?
Credo proprio di sì. Sia da parte del pubblico che da alcuni gestori di librerie c’è una certa diffidenza, non voglio definirlo snobbismo, verso l’autore o la pubblicazione locale. Aspettiamo un riconoscimento che giunga dall’esterno per apprezzare quello che abbiamo. Antonio Pennacchi e il suo “Canale Mussolini” sono un esempio. Eppure ci sono grandi talenti. Escludendo l’intervistatore in quanto già autore affermato, personalmente credo molto, sin dal suo primo inedito che ho letto e portato a pubblicazione, in Antonio Scarsella.

Gli ultimi prodotti editoriali della Sintagma.

Quali i programmi di Sintagma nel 2019?
Proseguire quanto intrapreso, dunque le rassegne “Caratteri Latini” e “Libri in Fiera”, gli incontri letterari, i dibattiti e poi le pubblicazioni sul territorio, la valorizzazione dei dialetti e delle tradizioni storico-popolari, i racconti per bambini e ragazzi e, prossimamente, l’archeologia pontina.

E come scrittore?
Quando riuscirò ad avere del tempo libero e scrivere un nuovo libro, te lo farò sapere.