Latina-Rieti, ecco il nuovo gioco Sajmir Kumara

Latina-Rieti, ecco il nuovo gioco Sajmir Kumara

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Non è il nuovo gioco in coda a queste festività natalizie proveniente dall’estremo oriente. Ma Sajmir Kumara ci somiglia, in verità è l’arbitro della sezione di Verona che concede al Latina di rigiocarsi le chance di credersi una squadra. E sì, perché all’83’, sul punteggio di 1-0 per il Rieti, il direttore di gara, che fino allora non aveva certo brillato nella conduzione, s’è infortunato e così ha arrestato la prima vittoria nel 2018 per la capolista, che, contrariamente a quanto accade nel calcio dei grandi, sarà costretta a riprendere dal 1’ sul risultato di 0-0. Avevano ragione di che sbracciarsi attorno all’arbitro i giocatori reatini, del resto dopo aver sofferto nella prima mezzora il calcio compulsivo dei nerazzurri, stavano portando a casa un risultato alla fine meritato per la condotta di gara tenuta. Ma hanno poco da gioire i nerazzurri, sotto la Curva Nord i giocatori avevano il capo chino e i polmoni sfiancati oltre alle idee (poche) annebbiate.
Eppure il Latina non era partito male, anche se saltano palesi le lacune di come è stata costruita questa quadra: è Iadaresta dipendente, tant’è che il tecnico Chiappini è costretto a inventarsi Olivera (definito brasiliano dallo speaker amico…) al suo fianco, come seconda punta, forse per dare metri e fiducia a Catinali, che si fa notare più per il look da divo del cinema muto piuttosto che per le qualità di quarterback. Pronti e via, c’è il ricordo al supporter Renzo Marini, scomparso di recente, ma è un abbraccio istintivo quanto breve: la città non ha risposto alle sollecitazioni della dirigenza di colorare con le sciarpe nerazzurre il Francioni, eppure c’era la ripresa del campionato dopo la pausa natalizia e il match era di cartello. Ma è continuare a perdere tempo e inchiostro nel descrivere Latina città anaffettiva: ormai è un suo status. Comunque, il Latina ringhia, ma agisce più di nervi che di tecnica e organizzazione tattica, il Rieti rincula dietro la linea della palla, s’affida alle maniere spicce del centrale Dionisi e le ripartenze sono merce rara per Scotti e Marcheggiani. Le occasioni però non latitano: Tribuzzi sull’out destro sgomma via, Scibilia sulla corsia opposta è intermittente, manca l’acuto finale, con tutti che ci provano, da Cossentino (9’) agli stessi Scibilia (12’) e Olivera (13’) dopo una percussione da altro palcoscenico di Tribuzzi, con il break su semirovesciata di Scotti (10’). Al 15’ clamorosa occasione per Olivera, liberato da un lungo rilancio di Bortolameotti: l’uruguagio s’invola indisturbato fino a crollare sull’erba prima di scoccare il tiro, infortunandosi seriamente alla spalla. Nemmeno lo sceneggiatore di Maidiregol avrebbe potuto scrivere un’azione del genere. Poi, ci prova Tribuzzi (20’), ma il Rieti ha ormai preso le contromisure, anche perché Iadaresta è sorvegliato da 41 bis e ha appena tempo e spazio per respirare. La capolista sparge di cloroformio il campo, si giochicchia finchè Marcheggiani approfitta di un assist aereo di Giunta e fulmina con una capocciata la difesa presepista dei nerazzurri. Nella ripresa le idee di rivalsa dei nerazzurri restano teoriche, non segue un fraseggio di fila, una sovrapposizione o una verticalizzazione illuminante, il Rieti controlla da padrona fino al colpo di scena finale. Sarà ripetizione. Dallo 0-0 iniziale.