Enrico Tiero: “Siamo per il centrodestra unito. In nome del kintsugi”

Enrico Tiero: “Siamo per il centrodestra unito. In nome del kintsugi”

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Giorgia Meloni (FdI) in nome di un centrodestra da ricompattare chiama e Vincenzo Zacccheo risponde. E non si fa attendere la risposta da parte delle altre anime che compongono il centrodestra di Latina, una città in verità immobilizzata e depressa sotto il governo del civico (di sinistra) Coletta. Enrico Tiero, candidato al Senato per Noi con l’Italia, accetta l’invito della Meloni e rilancia, citando tecniche filosofiche orientali in nome di una pax tutta da costruire e ben vista dalla città, anche perchè l’attuale primo cittadino di Latina seppure forte del suo 75% di consensi alle elezioni ha dilapidato il suo tesoretto puntando su una politica divisoria ed esclusivista, che ha dstabilizzato e disorientato i cittadini che avevano riposto speranze di un libro nuovo, disattendendo in concreto ogni aspettativa.
Ma ecco la lettera di Noi con l’Italia, a firma sia di Tiero ma anche di Gianluca Di Cocco, presidente provinciale di Idea, il partito che ha aderito a Noi con l’Italia: “Il centrodestra di Latina riunificato? Non è utopia se si adotta la tecnica orientale kintsugi per rinvigorire tutte le anime politiche. Riunire il centrodestra a Latina non è solo prerogativa di Fratelli d’Italia, ma anche delle altre componenti che insistono nell’area liberale e conservatrice, disposte al confronto democratico e a soluzioni pratiche per ravviare il territorio di Latina e il Paese. Finalmente anche il partito di Giorgia Meloni condivide i nostri sforzi e i nostri intenti di riunire un centrodestra litigioso e autolesionista, considerato che è da diverso tempo che ci appelliamo alle forze partitiche cittadine e provinciali di superare ogni divisione in nome di una ritrovata unità per far risorgere Latina e il suo territorio provinciale.
La terra di Latina deve scrivere nuove pagine di storia, per riscattare una città ferma, immobile e ingessata da pifferai magici che hanno gettato il comune capoluogo in un tempo sospeso e anacronistico, togliendole di fatto quella consequenziale cabina di regia che compete naturalmente a un capoluogo di provincia, che conta 130mila abitanti e che è la seconda città del Lazio dopo Roma Capitale e tra le prime 50 città d’Italia.
Per arrivare a credere che questo sia possibile è necessario abbandonare percorsi egoistici, consolidare amicizie antiche e attuali, ma soprattutto tendere la mano ad alleati lontani, formando una sacra alleanza tra strutture partitiche di centrodestra. Chiamare sotto uno stesso sole Fratelli d’Italia, Lega – Noi con Salvini e Forza Italia è sempre stato una delle priorità dell’anima che compone in questa provincia il nostro partito Noi con l’Italia.
Soltanto con rappresentanti territoriali, espressi dal nostro comprensorio, questa terra può riscattarsi, perché l’elettorato in un mondo che ha azzerato le distanze pretende di ‘disporre’ del proprio candidato, parlarci, proporre, obiettare, rilanciare, partecipare. In un quadro di partecipazione condivisa il territorio della provincia di Latina deve imparare ad autodeterminarsi, a rappresentare se stesso, riconoscendo anche a coloro che sono stati indiscussi protagonisti –contestualmente- della scena politica nazionale e locale come l’onorevole Vincenzo Zaccheo un ruolo di Grande Vecchio, utilissimo per ricomporre il centrodestra a Latina e suggerire dall’alto della sua esperienza su come risolvere alcune annose criticità.
È utopia? La filosofia orientale ci insegna che nulla è impossibile. Nella cultura occidentale quando si rompe un vaso sia a livello materiale che metaforico si manifesta l’impossibilità di ricomporre i cocci, perché mai quell’oggetto o quel rapporto potrà tornare come prima; ebbene, invece con la tecnica del kintsugi il vaso –sia materialmente che metaforicamente- sarà più splendente di prima, perché le crepe saranno sanate da linee dorate. Il ritrovarsi dopo la frantumazione è arricchimento, perchè ognuno nel frattempo ha fatto un percorso individuale e ‘unendosi’ di nuovo la forza sarà maggiore. E dovrà essere il kintsugi la tecnica che le forze di centrodestra di Latina dovranno ispirarsi per guardare con rinnovato vigore all’oggi e al domani”.

All’appello ora mancano la Lega e, soprattutto, Forza Italia. Chissà che la tecnica del kintsugi ispiri anche il partito di Claudio Fazzone.