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Di Napoli cala il poker. Con l’ombra di Parlato

Abbiamo pensato male appena il signor Robilotta ha dichiarato chiuse le ostilità tra i nerazzurri e la Torres. Lo scossone nella notte di venerdì che aveva partorito le dimissioni di Parlato e la pronta chiamata di Lello Di Napoli alla fine ha prodotto un Latina più concentrato e clamoroso sotto il profilo del risultato. E quindi? Quindi Torres annichilita 4-0 e giocatori che correvano. Retropensiero: i calciatori nerazzurri hanno giocato contro l’ex allenatore? O meglio: hanno giocato contro Parlato nei precedenti incontri, tanto da indurre la dirigenza a intavolare col tecnico che ha portato il Riti in C a una trattativa di transizione per chiudere il rapporto professionale? Pioveranno i ‘no, non è vero, la squadra è sempre stata unita e non ha mai remato contro il tecnico’, però di fronte a certi risultati oggettivi restano dubbi e interrogativi, vedi il pari in casa di una derelitta Lupa Roma e la convincente prova di oggi pomeriggio. Un vecchio capo della Dc e statista di spessore nazionale mormorava sempre che pensare male è peccato ma spesso ci si azzecca. E noi restiamo appiattiti su questo aforisma.
Il Latina di Di Napoli parte col piede giusto, ma i meriti vanno di certo condivisi con l’ombra del tecnico Parlato, anche perché in 24 ore l’allenatore campano non ha probabilmente effettuato il lavaggio del cervello ai giocatori né li avrebbe potuti obbligare a bere la potente pozione magica che gli avrebbe potuto prestare Obelix. Certo, Parlato è il passato, Di Napoli il presente e il futuro, un domani in cui il tecnico subentrante è chiamato a un’impresa folle: risalire la china della classifica, che vede i nerazzurri distanti dalla vetta 11 punti. Certo, c’è sempre il match contro il Castiadas da recuperare. Ma tra il Trastevere primo e il Latina ci sono 8 formazioni. Sinceramente un po’ tante. E poi i miracoli non abitano in terra pontina, anche se Di Napoli è napoletano. E si sa, la fede campana per i miracoli è forte.

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