Ciao Astori. Ma quanti casi per il cuore matto

Ciao Astori. Ma quanti casi per il cuore matto

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Se n’è andato nel sonno per un arresto cardiocircolatorio Davide Astori, lo stopper di 31 anni della Fiorentina. Il giocatore è morto nella notte tra sabato 4 e domenica 5 nella camera singola dell’albergo dove la Viola si trovava in ritiro per la sfida contro l’Udinese. Astori lascia la compagna Francesca Fioretti e una figlia, Vittoria, di soli 2 anni. La morte è avvenuta per cause naturali, con l’autopsia che ha chiarito dubbi, con l’infarto che ha colpito lo sfortunato giocatore nel sonno.
Tante le morti tragiche dei calciatori per il cuore matto, da Nicola Taccola a Pierpaolo Morosini fino a Renato Curi, ma anche Andrea Ceccotti.
L’8 novembre 1987, al quarto d’ora di gioco della gara dello stadio Tenni contro i padroni di casa del Treviso, Cecotti, centrocampista della Pro Patria (serie C2), avvertì un fastidio a una gamba, e al 29′ uscì dal campo zoppicante. Negli spogliatoi lamentò un crescente formicolio ad un braccio e sentì le gambe indurirsi improvvisamente. Le sue condizioni si aggravarono repentinamente, durante l’intervallo venne condotto in ambulanza all’ospedale di Treviso; lì fu comunicata la diagnosi (“trombosi carotidea alla gamba sinistra con un embolo al cervello”). In serata le sue condizioni peggiorarono ulteriormente, e metà del corpo era ormai semi-paralizzato. Alle ore 18 del giorno seguente entrò in coma irreversibile. Dopo cinque giorni di coma, si spense il 14 novembre 1987 nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Treviso, alle ore 14.