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Sanderra, una nuova leggenda con l’Hibernians

A Latina lo chiamano Mister Leggenda. E sì, perché Stefano Sanderra è colui che ha salvato per la prima volta in terza serie i nerazzurri (che mai nella loro storia avevano disputato due campionati di fila in C1), ha vinto la Coppa Italia di C e sempre in quella stagione ha portato il Latina per la prima volta in serie B (torneo 2012/13). Certo, coi nerazzurri vanta anche il campionato di C2 vinto a mani basse nel 2010/11.
Romano, classe 1967, profondo conoscitore dell’animo umano e maniacale nel lavoro tattico e atletico, è anche laureato in scienze motorie, all’attivo ha anche un libro, uscito nel dicembre 2016, dal titolo “La vera anima dell’allenatore” (edizioni Omicron).
Di recente, dopo l’esperienza positiva con la Sambenedettese, nell’ultima stagione con scarse fortune ha allenato il Racing Fondi in serie C, da qui la decisione nell’estate 2018 di vivere la prima esperienza all’estero, a Malta, guidando i bianconeri dell’Hibernians nella massima serie.

Il calcio di Malta non è considerato un calcio d’eccellenza, ma tu hai accettato questa sfida con la curiosità e l’entusiasmo che ti contraddistingue. Quali i pregi e i difetti del calcio maltese?
Le squadre maltesi possono utilizzare 7 giocatori stranieri nelle lista dei 18, questo innalza il livello delle squadre che possono essere paragonate a delle buone serie C italiane. Il pregio è un calcio cosmopolita, il difetto è la spaccatura tra le squadre di vertice e di quelle che lottano per la salvezza, un divario ancora ampio.

Una grande nota positiva è oltre l’esperienza estera, che arricchisce soprattutto a livello umano, è che alleni una formazione di serie A. Quanto sei soddisfatto di questo traguardo professionale?
Allenare una serie A ti dà sensazioni diverse sebbene non ci sia a Malta il seguito mediatico come mass media e tifosi che contraddistingue per esempio il calcio italiano.

L’Hibernians è a tutt’oggi l’unica squadra ad aver sempre giocato nella massima serie maltese.

Cosa ti ha chiesto la società dell’Hibernians per questa stagione?
L’Hibernians è una società di grandi tradizioni ma siamo in un periodo di rinnovamento e transizione. L’obiettivo è lottare per un posto in Europa League, cioè arrivare tra le prime 5 del campionato.

I colori sociali sono il bianco e nero a righe verticali: hai pensato che s’è avverato un sogno, poi invece ti sei accorto che sei a Paola (Malta) e non a Torino…
Paola è una piccola cittadina ma piena di entusiasmo, per la prima volta nella mia lunga carriera alleno una squadra con questi colori.

Le differenze tra il calcio maltese e quello italiano. Cosa ti piace e cosa no.
Il calcio maltese è molto fisico, tipo stile inglese, ma ancora con ampi margini di miglioramento dal punto di vista delle conoscenze tattiche che in Italia sono molto più approfondite e dettagliate. Sto cercando di proporre un calcio innovativo e propositivo, fatto di ordine difensivo ma soprattutto di principi offensivi.

Stefano Sanderra, classe 1967, romano, è chiamato dai tfosi nerazzurri MIster Leggenda,

In squadra hai argentini, brasiliani, guineiani e maltesi. Quanto ti affascina la multietnicità nel calcio?
Il fatto che in squadra ci siano stranieri provenienti da diverse parti del mondo mi arricchisce e nello stesso tempo è una difficoltà in più perchè la barriera linguistica da abbattere non sempre è facile. Cosi ho dato ordine che negli allenamenti tutti devono usare -e quindi studiare- l’inglese. Non ho giocatori italiani e a dire la verità ho Andrei Agius, che è stato mio giocatore a Latina, oggi capitano e leader della squadra, capace nel trasmettere a tutti il mio credo calcistico e umano.

Andrei Agius, capitano dell’Hibernians, difensore centrale che col Latina ha vissuto esaltanti stagioni con Sanderra in panchina

Sono importanti di più modulo o giocatori?
Oggi i moduli sono solo numeri, l’importante è l’organizzazione e i principi di gioco.

Negli anni qui a Latina è passato il concetto che Sanderra è un talebano del 4-4-2 e un sergente di ferro. Oggi cosa è cambiato nel modulo tattico e nell’uomo Stefano?
Non sono mai stato un sergente di ferro ma un allenatore che ha sempre cercato l’arricchimento culturale prima che calcistico dei propri giocatori, cosa che può avvenire solo in presenza di un dialogo franco e diretto, senza terze persone a interferire coi calciatori. Resto convinto che gli uomini vengono prima dei calciatori e dei moduli, che sono solo mezzi per ottenere il massimo al servizio della squadra.

Il calcio a Malta si vive con meno stress, cosa fai nel tempo libero?
Malta è un’isola ricca di storia e fascino, ma anche di contrasti tra vecchio e nuovo. Nel mio tempo libero visito e giro l’isola in lungo e largo, oltre a godermi il mare. Per adesso non sono mai tornato in Italia in questi primi tre mesi, segno che mi trovo bene. Dell’Italia mi manca solo la mia famiglia.

Paola conta 9mila abitanti, è un attivo centro commerciale nel sud dell’isola, e dista 5 km da La Valletta.

L’ultimo libro che hai letto?
Quello di Massimo Recalcati, ‘L’ora di lezione. La via erotica dell’insegnamento’.

L’ultimo film che hai visto?
La ragazza dei tulipani.